Tour Sharing: Siate furbi, condividete i vostri tour culturali

 Un presidente di Harvard, Derek Bok ha scritto: «se pensate che l’istruzione sia costosa, provate con l’ignoranza…». E dati alla mano dimostrò che studiare conviene (quasi) sempre. Ma anche remunerare una guida conviene.
 
Sul perchè partecipare a una visita guidata abbiamo già scritto. Ricordate? La cultura vi rende (anche) sessualmente più attraenti.  Ma quanto costa questa ‘terapia’ a un visitatore? Vi racconto la strategia di una guida che capì il potere del ‘tour sharing’. Il suo nome è Niccolò. È l’esempio di qualcuno che decise di non permettere alle circostanze avverse di avere la meglio ma di girarle a proprio favore. 
 
Negli anni 90 Niccolò accompagnava molti visitatori in giro per strade e musei. Erano per lo più gruppi chiusi precostituiti che si rivolgevano a lui: ragazzi in gita scolastica, visitatori facoltosi e pensionati con il bernoccolo del Patrimonio. Poi questa ricca generazione sparì, le scuole ridussero il loro budget sulle uscite culturali e arrivò anche la rivoluzione digitale che cominciò a sedurre tanti turisti fai-da-te con contenuti a portata di click.
Le visite di Niccolò diventarono più rade. La gente preferiva affidarsi ai loro smartphone per scoprire la sua città. Presto però questa si trasformò in una terra di zombi: ognuno deambulava con il suo cellulare con la testa rivolta verso il basso. Non si vedeva più quella convivialità e quell’ entusiasmo che Niccolò riusciva a generare con la sua parola. La situazione cominciava a essere difficile.
 
Niccolò ne era frustrato? Certo. Era al verde? Sì. Lasciò tutto? Non ci pensò proprio. Passò quel tempo a cercare una soluzione. Per poter ritornare in auge, Niccolò doveva cambiare il suo approccio. Ma come? In quei giorni giunse nella sua città un maestro cinese che gli chiese di fargli da guida. Il maestro gli disse che non poteva remunerarlo ma che poteva aiutarlo. Nicolas accettò talmente forte era la sua voglia di tornare a guidare nuovi visitatori attraverso la storia della sua città. Il maestro gli raccontò che in Cina i consumatori si univano da sempre per avere un potere d’acquisto maggiore. Era la strategia tuangou. “E se i miei visitatori si unissero per partecipare alle mie visite guidate?” Pensò Niccolò.
 
Così decise di mettere un foglio sul portone della cattedrale per annunciare la sua visita guidata e raccogliere le adesioni attraverso questa strategia orientale. All’inizio della visita si contavano i partecipanti e si metteva la quota di partecipazione che diminuiva al crescere del numero dei visitatori. Un cappello passava di mano in mano a raccogliere le quote.  
 
Questa formula incuriosì dapprima i visitatori della cattedrale attirati dallo spirito dell’iniziativa e dalla tariffa così popolare per una visita di grande qualità, infine gli stessi cittadini che per il costo di una birra conoscevano nuovi amici e nuove storie. La città tornò d’improvviso a rivivere grazie alla riscoperta sociale del suo patrimonio.
E se vi dicessi ora che questa strategia di ‘tour sharing’ sta nascendo? Siate i primi a saperlo su www.iloveguido.com 
Autore
Ilario de Biase
Pubblicato il
Ven, 21/09/2018 - 11:58