Con quanti sensi visitate una mostra?

Oggi affrontiamo una questione esistenziale per tutti gli esploratori del patrimonio: da quali parti del nostro corpo entrano i contenuti di una mostra? Attraverso solo i nostri occhi? E le nostre mani, rimangono nelle tasche? Le nostre orecchie, restano tappate? Una mostra è fatta solo per essere vista? Secondo voi, come i nostri sensi sono sollecitati durante una visita? Venite, risolviamo fuori questa faccenda...
 
Ecco quello che direi se pensassi che ce ne fosse solo uno...
La vista! Accidenti, la vista! Questo è ovvio. Basta solo vedere l'etimologia della parola "esporre", dal latino expono, che significa dispiegare, mettere in vista. Guardate alla storia intima dei primi musei privati, furono realizzati e progettati per essere visti. Questa è la natura di una mostra. Le camere delle meraviglie, le collezioni private e i tesori delle chiese che sono alla base dei nostri attuali musei, erano mostrati dai collezionisti ai loro ospiti.
Ogni senso è stato messo al suo posto: la vista al museo e nell'architettura, il gusto al ristorante, l’udito al concerto, il tatto...al tuo posteriore! Smettete di danneggiare le mie opere migliori con le vostre mani unte! Okay, lo ammetto, è bello rendere il patrimonio più accessibile attraverso altri sensi, e colmare un handicap ma non è solo una semplice sostituzione. Riconosco che aggiungere del multimediale può arricchire una visita ma non è il cuore di una mostra. Noi non siamo a Disneyland! Imparare a leggere un'opera con lo sguardo, avere un occhio critico, questo è il più importante. Fermiamo i gadget ultratecnologici e torniamo alle origini. Apriamo gli occhi!
 
Ecco quello che direi se pensassi che ci fossero cinque sensi...
Oh povero... Se visiti un monumento solo con gli occhi, non sai cosa ti perdi.
Vuoi parlare Storia? Facciamolo seriamente: i Mouseion, tra cui quello di Alessandria che risale a 2300 anni fa, sono i luoghi che hanno dato il loro nome e la loro prima identità ai musei di oggi. Beh, pensa un pò, essi non erano stati fatti per "mostrare" le collezioni, ma per raccogliere tutta la conoscenza del genere umano! E per onorare le Muse. Quali Muse? Tutte! E la conoscenza, sai come la catturi? Dei ragazzotti come Epicuro, 2.400 anni fa, avevano già capito che tutta la conoscenza ci arriva dall’esperienza sensoriale con il mondo che ci circonda. Attraverso gli occhi, le orecchie, la pelle, il naso e la lingua!
E poi, cos'è questa visione ristretta del patrimonio che ci viene proposta? Pensano che ci siano solo le belle arti e i monumenti? E la gastronomia? E la tradizione orale? E i profumi? E la musica? E gli audiovisivi? Questo non è patrimonio? Beh, si! E la missione di un museo è quello di renderli accessibili.
E per finire... per dio! Perché i ciechi hanno diritto solamente a dei facs-simili? Il museo deve fare di tutto per eliminare le disuguaglianze tra i visitatori. Una mostra, se è stato progettata per tutti i sensi, avrà il vantaggio di rivolgersi a tutti, senza distinzione.
 
Ecco quello che penso veramente...
Che entrambi le parti hanno mancato il ​​punto! E siccome ero io stesso a scrivere, mi piacerebbe mettermi in questione perché è bene mettere in dubbio le proprie certezze. Ho imparato che l'essere umano ha avuto non uno, non due, non tre, non quattro o cinque... nè sei... nè sette o otto... ma nove sensi! (almeno)
Quando visitiamo qualcosa, tutti i sensi sono sollecitati. Ma i due che sono essenziali all'attività della visita rimangono sconosciuti ai più. Essi sono:
  • Il senso dell’equilibrio: senso che ci permette di mantenere l'equilibrio e di sapere se siamo sdraiati, alzati o capovolti, grazie a un aggeggio vestibolare che si trova nel nostro orecchio interno.
  • Propriocezione: senso che ci permette di sapere dove tutte le parti del nostro corpo sono, senza la necessità di utilizzare gli altri sensi. Provate, chiudete gli occhi e toccate i piedi, le dita o il naso...
Sono questi i due sensi che sono importanti per noi perché ci permettono di rappresentarci nello spazio. E in fondo, che cos’è la visita di una mostra o la visita del patrimonio di un territorio? Si tratta di una passeggiata in un universo tridimensionale in cui le idee e la conoscenza si rivolgono a noi attraverso la nostra comprensione dello spazio. Questa disposizione spaziale dei contenuti e l’azione di spostare il nostro corpo dentro di esso ci rende capaci di interpretare, e questo fa sì che si potrebbe visitare una mostra anche con gli occhi chiusi. Ciò rende una mostra e la sua visita unica rispetto ad altri mezzi di comunicazione.
Quindi? Muovete le chiappe!
 
Bonus :
Altri sensi possono anche servire per creare del contenuto in una mostra:
_ Senso delle temperature (termorecezione): il senso del caldo e del freddo. Può essere utile in una mostra immersiva, per esempio sul Polo Nord o sul deserto.
_ Senso del dolore (nocicezione): Ah ! Il mio preferito! Mmmmh ! Avete mai desiderato di comprendere veramente quello che prova Gesù nel quadro che rappresenta la flagellazione? O di fare una vera mostra sul sadomasochismo? O di essere sculacciato da una guardiana di museo piuttosto mascolina? No? Euh, nemmeno io, che credete?…
 
Per saperne di più :
Un eccellente video di divulgazione: https://www.youtube.com/watch?v=6XQhUJ5fqMk
Una meravigliosa associazione: http://www3.unisi.it/vietatonontoccare/
Un museo sorprendente: http://www.museoomero.it/
Qualche esempio di visita multi-sensoriale (in francese):
 
L'immagine:
Guido appare in : Jacques Linard, Les cinq sens et les quatre éléments, olio su tela, 1627, Parigi, Museo del Louvre © RMN-Grand Palais (Museo del Louvre) / Daniel Arnaudet
Autore
Anonimo (non verificato)